Esercitazione su Comunicazione Politica

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Dal 1947 LA VIA ITALIANA ALLA COMUNICAZIONE

TEATRO DE’ SERVI – Roma 23 marzo ore 16:30

L’APPUNTAMENTO PIU’ ATTESO DELLA SETTIMANA:

il piacere di ascoltare, capire e comunicare

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Gli iscritti all’Istituto Fattorello, tutti appassionati studiosi della Comunicazione, non potevano perdere l’occasione di effettuare un’analisi dal vivo della comunicazione politica per le ELEZIONI REGIONALI 2010. Dopo l’incontro all’ ERGIFE con Renata Polverini e Nicola Palombi, candidati PDL, è ora la volta del candidato della lista PD Marco Di Stefano al TEATRO DE’ SERVI a Roma, 23 marzo ore 16,30.

Anche per questo candidato il prof. Giuseppe Ragnetti ha preparato una scheda di valutazione che , consegnata ai Fattorelliani presenti in sala in posizioni strategiche, consentirà loro di effettuare “ l’autopsia “ del candidato dal punto di vista relazionale e comunicativo. Insomma, daranno il voto a chi il voto lo chiede ai cittadini del Lazio.

La SCHEDA DI VALUTAZIONE consentirà di “ pesare “ i contenuti del discorso politico e tutte le componenti della comunicazione verbale, paraverbale, non verbale e simbolica, messe in atto dal candidato.

In sede di analisi e di valutazione dei dati individuati attraverso la scheda, sarà attentamente esaminata la coerenza o meno tra “il che cosa” e “il come”. Verranno messe in luce le diverse modalità di comunicazione, nella sua interezza, attivate dai due schieramenti e l’applicazione o meno della impostazione teorica della nostra Scuola.

La7.it Festival del Corto

25a ORA PRESENTA IL FESTIVAL DEL CORTO

Aspiranti registi di tutta Italia e non solo, spediteci la vostra freschezza, le vostre idee, il vostro lavoro. Siamo di nuovo in pista per dare voce e spazio a un’energia spesso inascoltata, ancora una volta pronti a rendere visibile la vostra creatività. E’ tempo di “25a ora” ed è di nuovo “Festival del Corto“, l’unico Festival di cinema in tv: il modo più efficace per rendere visibile un cortometraggio, la possibilità di farlo arrivare agli occhi di ogni latitudine italiana.

Il Premio di quest’anno, studiato come sempre per facilitare il lavoro dei registi, è un Macbook Pro 17″ con pacchetto Final Cut Studio: il massimo della tecnologia leggera per realizzare progetti cinematografici. Sul nostro sito (www.25ora.la7.it/), dal 1° agosto al 30 settembre 2010, per due mesi interi, saranno on-line tutti i cortometraggi selezionati da una giuria specializzata. Gli utenti potranno votare il loro corto preferito con un click, e la classifica del pubblico interagirà con quella della giuria specializzata. Le opere più votate saranno trasmesse nel mese di ottobre 2010 all’interno delle puntate di “25a ora”.

Dal 1° marzo al 31 maggio 2010 potrete partecipare seguendo queste semplici istruzioni:

1) Leggete il regolamento e scaricate dal nostro sito la scheda di iscrizione, compilatela e inviatela via mail a 25ora@la7.it 2) spediteci i vostri lavori (realizzati non prima del 1° gennaio 2008!),all’indirizzo TI MEDIA LA7 FESTIVAL DEL CORTO “25a ORA-IL CINEMA ESPANSO” via della Pineta Sacchetti 229 – 00168 Roma, in formato digibeta o dvd, allegando la liberatoria firmata da chi detiene i diritti e la fotocopia del suo documento di identità.

Buon lavoro a tutti e in bocca al lupo a chi vorrà partecipare.

Cortoons – Festival Internazionale del Cinema d’Animazione

CORTOONS

la VII edizione si arricchisce dei lungometraggi in concorso

24 / 28 marzo 2010

Palladium – Università Roma Tre

ingresso gratuito

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La settima edizione di Cortoons, il Festival Internazionale di cinema d’Animazione, che si terrà al Palladium Università Roma Tre (piazza Bartolomeo Romano, 8) dal 24 al 28 marzo, quest’anno, oltre la grande varietà di cortometraggi di animazione, proporrà anche lungometraggi in concorso.

Tra i principali eventi della nuova edizione, organizzato in collaborazione con la Nomad Film e Lydia Genchi, ci saranno la proiezioni in concorso del lungometraggio francese Panique au Village di Stephane Aubiere e Vincent Patar, del film svedese Metropia di Tarik Saleh, con le voci di Juliette Lewis e Vincent Gallo, e del film argentino Boogie el aceitoso di Gustavo Cova.

Inoltre in questa edizione Cortoons proporra’ 3 pomeriggi di proiezione allo IED di Via Alcamo.

Organizzato dall’associazione culturale Cortitalia e diretto da Alessandro d’Urso, l’edizione 2010 si divide in quattro sezioni: proiezioni di film in concorso provenienti da oltre 30 Paesi; seminari e workshop; retrospettive; eventi speciali.

Il concorso ufficiale è diviso in 6 categorie:
lungometraggi; cortometraggi italiani; cortometraggi internazionali; VFX (effetti speciali);
videoclip animati; cortometraggi provenienti dalle migliori scuole del mondo.

Tra le novità dell’edizione 2010:
In collaborazione con L’Ambasciata Tunisina, il Festival propone un focus sull’animazione tunisina e presenterà la serie televisiva animata Tunis 2050. Inoltre, una retrospettiva sull’animazione spagnola presentata da Agustí Argelich, direttore artistico del FILMETS Badalona Film Festival, che presenterà il meglio del suo Festival, in collaborazione con l’Istituto Cervantes di Roma.

Anche questa edizione si arricchisce della collaborazione con il critico Marco Giusti e la sua rassegna sull’animazione vintage che quest’anno verterà sull’opera di Norman Mclaren.

Tra gli eventi speciali:
-Il live di Gianni Maroccolo (bassista dei Litfiba, Marlene Kuntz, CCP, CSI, PGR e produttore discografico) che si esibirà in basso solo “musicando” una serie di corti d’animazione;
-il doppiaggio live di Lillo e Greg sui classici dell’animazione.

La giuria è composta fra gli altri da: Enzo d’Alo – regista, Agustí Argelich – direttore artistico del FILMETS, Moira Abramzon – coordinatrice IED – Alexey Alexeev – regista, Sergio Staino – disegnatore, Christian Uva – Docente Universitario

Anche per questa edizione Cortoons offre spazio a progetti di solidarietà dando il sostegno ad AMREF, la principale organizzazione sanitaria privata, senza fini di lucro, presente in Africa Orientale. Al Festival, in occasione della giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, Amref presenta Schizzi d’Acqua, un progetto di educazione ambientale e interculturale costituito da un’ampia mostra di disegni e vignette di autori italiani e africani dedicata ai valori dell’acqua.

CORTITALIA
Organizzazione e Produzione:
via Paola Falconieri n. 3 Roma 00152 – tel. 06-45436533; http://www.cortoons.it;
Per informazioni e aggiornamenti : info@cortoons.it redazione@cortoons.it

Ufficio Stampa
Francesca Bellino tel. +39 338 2791296 email: fbellino@alice.it

FONDAZIONE ROMAEUROPA
Info 06 45553050 – promozione@romaeuropa.net – www.romaeuropa.net

Ufficio stampa
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Antonella Bartoli tel. 06 45553062 – email a.bartoli@romaeuropa.net

Una sfida sul web al silenzio della televisione

Una sfida sul web al silenzio della televisione

di Enrico Mentana

Caro direttore, c’è un’occasione da non perdere per chi ama l’informazione. La vogliamo cogliere insieme? In questi giorni stiamo vedendo quanto stupida può essere una regola che spegne tutti i programmi televisivi di approfondimento, pur di non correre il rischio di influenzare la campagna elettorale per le Regionali.

Il primo ed esemplare risultato è che il cittadino-elettore non ha potuto farsi attraverso lo strumento televisivo un’idea più motivata sul caos delle liste.

E cioè la vicenda dai tanti risvolti politici, istituzionali, giuridici e di costume che un quotidiano autorevole come il Corriere racconta giustamente in tutti i suoi risvolti da ormai dieci giorni. Nessuno ha potuto rappresentarla in tv: vietato ai programmi privati, addirittura impossibile per quelli pubblici, visto che sono in quarantena.

Altri effetti di quella norma autolesionistica stanno per concretizzarsi davanti ai nostri occhi: infatti nessuna televisione potrà raccontare la campagna elettorale al lume dell’interesse giornalistico, ma solo rispettando il bilancino della par condicio, quello per il quale i candidati alla guida di una regione hanno diritto allo stesso spazio e a confrontarsi insieme, compresi quelli che — già lo sanno tutti — non raggiungeranno l’un per cento dei suffragi.

Il giornalismo libero e l’opinione pubblica possono confrontare, ad esempio, Formigoni e Penati, la Bresso e Cota, la Bonino e la Polverini, unici possibili vincitori nelle loro regioni. In tv no, è vietato, al massimo ci potranno essere delle pletoriche tribune politiche, o le dichiarazioni in pillole cui saranno costretti i tg.

Insomma, proprio nel momento in cui il passaggio al digitale e l’allargamento del satellitare ci hanno dato l’illusione di una formidabile crescita dell’offerta a nostra disposizione, possiamo vedere come lo strumento televisivo sia stato brutalmente sterilizzato in un suo settore cruciale.

Gli ottimisti dicono sempre che ogni situazione difficile ci regala un’opportunità: e in questo caso hanno ragione. Perché la legge e le norme sulla par condicio non possono bloccare l’informazione via web. Tutte quelle trasmissioni che adesso sono vietate in tv possono andare in onda ogni giorno, fino alla data delle elezioni, attraverso Internet.

E allora la sfida è questa: facciamolo noi un programma libero e rispettoso solo dei doveri e dell’interesse giornalistico, con la grande credibilità e autorevolezza del Corriere della sera, con il fresco e meritato successo del suo sito, e — più in piccolo — con quel che ancora credo di poter fare, dopo quest’annetto di pausa ristoratrice. Mettiamolo tutti i giorni in Rete, e ognuno potrà seguirlo in diretta o all’ora che vuole.

Chissà che dal male di un provvedimento poco lungimirante non nasca qualcosa di utile per tutti coloro che hanno a cuore il nostro mestiere e il valore dell’informazione…

11 marzo 2010

Vergogna Atac Roma

Con la presente voglio segnalare che Atac Roma non spinge i cittadini all’utilizzo dei mezzi pubblici, in quanto crea a me e tanti altri utenti del servizio pubblico dei notevoli disagi.

Le linne 997 ed 998 durante i giorni festivi transitano dopo le 20:30 ogni 75 min (Questo è quello che prescrive il Sindaco di Roma). Da quando privatizzato il servizio è peggiorato. Ciò significa che il risparmio economico della nuova gestione rispetto alla precedente,  di sicuro va  a discapito del cittadino.

Il problema si può risolvere organizzando i passaggi tra le due linee (997 e 998), che da diversi anni passano immancabilmente in coppia, lasciando i cittadina ad attendere ore sotto il sole, la pioggia  il vento. Ma la “Pubblicità Progresso” prendete il mezzo pubblico secondo Voi a chi è rivolta ?

Spero che questi episodi “Vergognosi” vengano presi in carico dall’ATAC e dal Presidente del XIX° Municipio Dr. Milioni – Gruppo PDL  con  l’ On. Marchi del Comune di Roma.  Affinchè questa denuncia abbia un beneficio per tutti i residenti nel XIX° Municipio.

Salvatore Capasso

Lettere al Direttore

La Festa delle donne registe

LA SERATA

Settimo giovedì della IIIa edizione delle Serate del Cortometraggio Italiano con la festa delle donne registe.

SONO STATI PROIETTATI CINQUE CORTI IN SEQUENZA RAVVICINATA PER DARE LA POSSIBILITA’ A TUTTI DI VEDERLI, con relativo incontro del regista a seguire e votazione del pubblico.
Programma della serata:

Ore 20.00 –
Proiezione corto “PICCOLE COSE DI VALORE NON QUANTIFICABILE”, di Paolo Genovese e Luca Miniero, 10 min, 2005.

INIZIO SERATA DELLE DONNE

GIOVEDI 4 marzo

– Ore 21.30
Sputnik 5 (2008) di Susanna Nicchiarelli (presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia come introduzione al suo film, Cosmonauta), vincitrice NASTRI 2009 sez. ANIMAZIONE

Susanna Nicchiarelli ha da poco girato il film Cosmonauta con Claudia Pandolfi e Sergio Rubini per la Fandango.

– 0re 22.00
La grande menzogna (2007) di Carmen Giardina
con Lucianna De Falco Anna Magnani è
in America e Bette Davis non si fa sfuggire l’occasione per
invitarla a
cena…

Carmen Giardina è attrice, regista e sceneggiatrice.

– Ore 22.30
Il citofono (2008) di Emanuela Rossi con Iaia Forte Adele, una quarantenne disperata, ama talmente la lirica e Maria Callas da organizzare un melodramma sotto al portone di un uomo che non vuole
aprirle. In concorso al Torino Film Festival 2008 Emanuela Rossi l’anno scorso con il corto Il bambino di Carla è stata nella Cinquina del David di Donatello e dei Nastri d’Argento.

– Ore 23.00
La madonna della frutta (2009) di Paola Randi, 15 min, con Isabella Ragonese
La giovane Lorenza, grazie all’esperienza del servizio civile e al
confronto con una donna anziana, trae elementi di riflessione e
maturazione che l’accompagneranno per tutta la vita.

Il corto era nella cinquina finalista del DAVID 2009

– Ore 23.30

CORPORATE (2009) di Valentina Bertuzzi

In un presente alternativo l’Emotional Navigator
è un bene di uso comune, un life trainer digitale che aiuta ogni
persona in modo a raggiungere i propri obiettivi.

Attestato finale del 62° Corso

ISTITUTO FRANCESCO FATTORELLO

Dal 1947 “la via italiana alla comunicazione

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Venerdi 22 genn.2010, in occasione della presentazione del nuovo Corso Istituzionale i fattorelliani del corso 2009 consegneranno l’Attestato finale ai “vecchi” che hanno frequentato e superato la prova conclusiva prevista dall’Ordinamento degli Studi.

Riceveranno l’ambito e meritato “trofeo”:

FASSARI Concetta Assunta

FRANCIONI Sabrina

LONGARINI Claudia

PELLEGRINI Valeria

PERGAMENO Jacopo

RICCI Francesco

RIGGI Sara

SEGANTI Francesca Romana

SEVERINO Federico

TARICIOTTI Luciana

Rallegramenti a tutti i neo-comunicatori  con i migliori auguri dall’Istituto Fattorello e dalla redazione del nostro blog

Il Blog Trasforma le Culture

ISTITUTO “FRANCESCO FATTORELLO”

SCIENZE E METODOLOGIA DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

SCUOLA SUPERIORE – ROMA
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E’ uscito negli Stati Uniti ” State of the World 2010 “, rapporto curato dal Worldwatch Institute che fotografa lo stato dei consumi globali. In base a quanto si apprende le prime cifre che escono da questo resoconto sono tutt’altro che confortanti: il 7% della popolazione mondiale, pari a 500 milioni di individui, è responsabile del 50% delle emissioni di Co2 globali a fronte del 6% prodotto dai 3 miliardi di individui che appartengono alla fascia più povera della popolazione mondiale.
Grandi progetti : State of the World 2010

State of the World 2010: Trasformazione delle Culture: dal consumismo alla sostenibilità. La relazione dello “Stato del Mondo”, che sarà pubblicato da Worldwatch nel gennaio 2010, per descrivere il cambiamento culturale è necessario per mettere l’umanità in un percorso sostenibile.

Il Blog Trasforma le Culture

Questo blog permette di comprendere meglio il cambiamento culturale che è necessario, ed è già in atto, di mettere l’umanità in un percorso sostenibile. Controlla qui per le ultime notizie e analisi, nonché gli aggiornamenti sui progressi realizzati sullo “Stato del Mondo 2010”.

Pubblicazioni precedenti

Worldwatch Institute ha investigato per molti anni. Il progetto “Trasformare le Culture” porta impegno dell’Istituto ad un nuovo livello, a guardare come in maniera pro-attiva e intenzionale portano le società umane dalla cultura consumistica a una nuova cultura della sostenibilità.

Istituto “Francesco Fattorello”

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Dal 1947

LA VIA ITALIANA ALLA COMUNICAZIONE

I VENERDI’ DELLA COMUNICAZIONE

L’APPUNTAMENTO PIU’ ATTESO DELLA SETTIMANA:

il piacere di ascoltare, capire e comunicare

 

Dopo una settimana densa di impegni e piena di stress, vieni da noi per allontanare finalmente la stanchezza e godere appieno del weekend.

l’Istituto Francesco Fattorello in Roma, la prima scuola di comunicazione in Italia, propone, ogni settimana, una “full immersion relazionale e comunicativa”.

Tutti i venerdì dalle 18 alle 21, ti aspetta il corso di “Scienze e Metodologia dell’Informazione e della Comunicazione”, rivolto a tutti coloro che sentono l’esigenza di comunicare meglio con gli altri, in ambito lavorativo, in famiglia, con l’altro sesso o, più semplicemente, con gli amici al bar.

Comunicare bene è utile a tutti e non solo agli addetti ai lavori, perchè ti permette di farti comprendere, di trovare il coraggio e la voglia di fare, rendendoti protagonista della tua vita.

Se vuoi quindi intraprendere uno dei tanti “mestieri della comunicazione” o più semplicemente, guadagnarti la stima e la considerazione di colleghi, datori di lavoro, clienti, amici, parenti, o superare brillantemente gli esami o ancor più se vuoi aumentare la stima di te stesso…….allora questo Corso è per te!
Il nostro corso presenta una rigorosa impostazione scientifica mirata ad una crescita personale innanzitutto e professionale, altamente qualificata nell’ambito delle abilità relazionali e comunicative.
Affrettati perché la nostra piccola Scuola ha posti limitati!

www.istitutofattorello.org

Direttore Prof. G. Ragnetti tel. 335.334251 – Segr. tel. 06.9524188 gragnetti@tiscali.it

Prof. A. Romano Marketing e Comunicazione 329.6322430 al.romano29@libero.it
Sede didattica Pontificia Facoltà Teologica Istituto Seraphicum- via del Serafico,1 Roma/ Eur

web master: capassos@hotmail.com

L’Abito fa il Monaco

ISTITUTO “FRANCESCO FATTORELLO – ROMA – dal 1947 “la via italiana alla comunicazione” – Direttore: prof. Giuseppe Ragnetti

Tesina di fine Corso a cura di: Michele Tuccio – a.a 2009/2010

“L’Abito fa il Monaco”

Non hai mai una seconda possibilità
per fare una buona prima impressione

La comunicazione è un’arte costituita da 3 componenti: verbale (contenuti), paraverbale (tono di voce) e non verbale (linguaggio del corpo).

Secondo una ricerca, la comunicazione verbale, e quindi le parole che sono dette, rappresenta solo il 7% della comunicazione globale. Le parole pertanto colpiscono l’attenzione dei presenti in misura nettamente minore di quanto si possa pensare. D’altra parte, il paraverbale (tono, timbro, volume, inflessione della voce, ecc) rappresenta un sempre ridotto 38% della comunicazione. Ciò implica che per farsi capire occorre necessariamente alternare il tono della voce in base ai concetti che si vuole esprimere, seppur questo non basta per realizzare un’interazione efficace. Infatti, ben il 55% della comunicazione passa attraverso l’atteggiamento non verbale: ad esempio il contatto con gli occhi, i movimenti del corpo, delle mani, i supporti visivi, ecc. Una buona fetta di questa percentuale appartiene proprio agli abiti e al nostro modo di vestire.

L’essere umano si veste certamente per proteggersi da fattori esterni e per coprire certe parti del corpo per pudore, ma anche perchè vuole comunicare qualcosa. Infatti con l’abbigliamento si inviano messaggi relativi al sesso, all’età, alla classe sociale, alla personalità, all’umore, ai gusti personali.

Attraverso l’abbigliamento si definiscono anche i termini della relazione reciproca, inviando segnali di potere (come ad esempio le corone), di posizione economica (come i gioielli o gli abiti firmati) o di competenza professionale (tramite ad esempio le divise).

In particolare le comunicazioni realizzate con l’abbigliamento diventano importanti nelle interazioni e nelle relazioni di breve durata, dove gli interlocutori azzardano dei giudizi perchè non sono in possesso di altri elementi.

Occorre difatti considerare che l’immagine che diamo di noi stessi si basa generalmente sulla prima impressione, la quale si forma in soli 7 secondi, per cui diventa fondamentale decidere in prima persona il messaggio che si vuole veicolare, anziché lasciare che siano gli altri a farlo al nostro posto.

Se si dà una prima impressione sbagliata, sarà molto difficile recuperare un rapporto. Specie nei lavori in cui ci si trova a parlare in pubblico di fronte ai colleghi, senza che i quali ti conoscano a fondo. Spesso non basta tutta la vita per cambiare quell’impressione, basata proprio sulla comunicazione non verbale, il linguaggio del corpo, le espressioni, il sorriso, sul modo in cui ci si presenta e come si è vestiti.

Secondo alcuni ricercatori americani che hanno pubblicato uno studio sul Personality and Social Psychology Bulletin, si può giudicare la personalità di uno sconosciuto già dall’apparenza fisica. Difatti lo studio dimostra che le analisi basate sulle apparenze sono generalmente molto affidabili. Per far ciò gli psicologi hanno mostrato ad un centinaio di volontari delle foto di gente sconosciuta: sì è così dimostrato che i partecipanti erano capaci di cogliere diversi aspetti della personalità delle persone ritratte, come ad esempio il livello di autostima, di timidezza e addirittura la religione.

Le persone fotografate sono state immortalate due volte: in una posizione standard, abbastanza inespressiva, e in una posa più spontanea. I protagonisti di queste immagini hanno in seguito descritto il loro carattere.

Successivamente, la descrizione fornita è stata comparata con quella percepita dai volontari che hanno osservato le foto. Il risultato è stata una forte omogeneità fra i due giudizi. Nel caso delle foto spontanee la precisione nel giudizio di chi ha osservato le immagini è stata inoltre particolarmente elevata. Insomma, una foto autentica, realizzata in un contesto naturale, può dire molto di noi: può rivelare i tratti della personalità, i gusti e persino inclinazioni ideologiche e religiose.

La conclusione di questa ricerca non è, ovviamente, che l’apparenza è più importante della sostanza. Lo studio piuttosto pone l’accento su come il nostro carattere e le nostre idee modifichino anche il modo in cui gestiamo il nostro corpo e la nostra immagine. Ovvero, la nostra personalità emerge anche attraverso l’aspetto, in modo particolarmente determinato.

Eibl-Eibesfeldt fa notare come gli abiti da guerra del passato avessero dato risalto alle parti del corpo che fanno apparire l’uomo più grande e minaccioso attraverso la sottolineatura dei tratti più virili, in particolare le spalle squadrate. Tali caratteristiche si ritrovano più o meno in tutte le culture, anche le più diverse tra loro: gli Indios dell’Amazzonia, per esempio, usano ornare le spalle con ciuffi di penne quando si preparano alla guerra.

Probabilmente non è giusto giudicare un libro dalla copertina ma tutti lo facciamo. Probabilmente è più competente una donna in jeans che una con un vestito più formale ma ognuno valuta in un primo momento l’altra persona in base a come appare. Come si dice in informatica: WYSIWYG (What You See Is What You Get, ossia quello che vedi è quello che ottieni).

Si può chiarire tale concetto con un esempio pratico. Un uomo sta valutando l’acquisto di un auto nuova. Il venditore che lo ha servito alla concessionaria è stato bravo, ma l’auto non era fisicamente disponibile, per cui non è riuscito a toccarla con mano, a provarla. Con un eloquio fluente ed elegante, il venditore ha illustrato le eccezionali caratteristiche tecniche, la linea elegante, il comfort assoluto dell’autovettura. Per aiutarsi ha estratto da un cassetto della scrivania dei fogli sparsi, stampati un po’ sbiaditi, corredati da foto un po’ mosse e da qualche testo buttato qua e là.

Il cliente ha sentito parlare bene di quel modello, il marchio è prestigioso, ma gli resta qualche perplessità. Averla vista presentata in quel modo improvvisato gli insinua il dubbio: non gli sembra possibile che un marchio così importante, sinonimo di leadership, di stile, di prestazioni non gli abbia consegnato un catalogo prestigioso. Un catalogo in grado di valorizzare la macchina che vuole comprare.

È vero, per comunicare serve sostanza. Ma quando c’è sostanza, questa deve essere presentata al meglio. Comunicare è imprescindibile e il passo tra farlo male e farlo bene è breve. I risultati sono però assolutamente agli antipodi. Quindi meglio comunicare bene.

Inoltre la nostra comunicazione verrà paragonata anche alla comunicazione di marchi simili al nostro. Il risultato finale sarà inappellabile e dipenderà anche dal risultato di questo confronto.

Ecco quindi che la grafica coerente di un catalogo, immagini in grado di colpire l’attenzione, il testo in grado di spiegare, ma anche di emozionare, diventano parte integrante dell’offerta di un prodotto.

Quanto conta un buon (bel) catalogo in una vendita? Molto. Forse di più di quello che si possa immaginare. Anche quando ci proponiamo al mercato, quindi, l’abito fa il monaco. E deve essere anche un abito all’altezza delle aspettative.

Ormai questa tesi è assodata in tutto il mondo manageriale e non, tanto che all’università Bocconi di Milano è stato istituito il corso Dress to impress (ossia «Vestiti per fare colpo») per la Sda, Scuola di direzione aziendale, in cui gli studenti imparano come presentarsi a un colloquio, nella speranza di fare buona impressione e, in prospettiva, imparano anche come presentarsi nei vari momenti salienti della loro carriera.

Indicazioni di stile ma anche di carattere pratico, finalizzati a creare un look che sia distintivo ma naturale, personalizzato ma sempre armonioso con il contesto in cui ci si inserisce e soprattutto mirato a dimostrare le nostre capacità, affidabilità e dedizione. Si enfatizza soprattutto la necessità di crearsi un signature look, ossia un aspetto che rechi la nostra firma e ci rispecchi, nell’ottica di una totale sinergia tra quello che siamo fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

Quello che spesso non viene preso in considerazione, è che l’abito, come ogni forma di comunicazione, deve rifarsi al soggetto recettore. Come elaborato infatti dalla Teoria della tecnica sociale dell’informazione di Francesco Fattorello, al contrario di quello che generalmente viene sostenuto, la comunicazione si concretizza nel rapporto fra due termini principali: il soggetto promotore e il soggetto recettore. Ed è proprio in base a quest’ultimo che chi vuole instaurare un rapporto di interazione deve scegliere cosa comunicare e in quali termini.

Si analizzi ad esempio la figura di Michelle Obama, spesso recentemente oggetto di commenti nei giornali di tutto il mondo. La sua scelta di indossare l’abito di una stilista ispano-americana nel giorno del discorso di insediamento del marito rappresenta una mossa ben precisa, riconducibile a un piano più ampio. Infatti anche in precedenti occasioni di rilievo la first lady aveva scelto Narciso Rodriguez, un altro couturier figlio di immigrati cubani. Ma per quale motivo tale scelta? Presto detto: suo marito ha puntato molto sui contatti con le comunità dei latinos come serbatoio di voti. L’impressione è quindi che la moglie del presidente degli Stati Uniti voglia sottolineare la svolta promessa anche con il proprio abbigliamento, diverso dallo stile sobrio e conservatore che contraddistingueva la sua predecessora Laura Bush.

Lo studioso Joseph S. Nye scriveva in suo articolo che “Anche i segnali non verbali sono importanti nell’arte di comunicare dei leader. Alcuni leader capaci di ispirare il loro pubblico non sono grandi oratori. Non lo era il Mahatma Gandhi, ma il simbolismo del suo abito contadino bianco e del suo stile di vita parlavano più delle sue parole”. Nye nominava poi anche Lawrence d’Arabia che alla conferenza di Pace di Parigi si recò in abiti beduini per drammatizzare la causa araba. Ma anche la particolarità di certo abbigliamento che ha distinto gli hippies e i beats erano segnali per comunicare di essere contro o a favore, esprimevano disaccordo verso determinate situazioni. E’ chiaro poi come lo stesso abito, indossato da persone diverse in situazioni diverse, con un soggetto recettore diverso, assuma connotati diametralmente opposti. Ad esempio il sari indiano indossato da una donna in piena Torino non trasmette gli stessi messaggi se indossato a Calcutta, per non parlare della kefiah portata dal beduino nel deserto o in una protesta studentesca.

Si conclude quindi che è importante non vestirsi in un tal modo perchè imposto dalla tradizione o dalla società, ma scegliere di propria testa cosa voler comunicare con gli abiti, in base al contesto e al soggetto recettore.

La nostra mente subisce in profondità l’effetto abito e giudichiamo inconsciamente una persona proprio da tutti i fattori della comunicazione non verbale. Con il nostro packaging infatti noi possiamo comunicare chi siamo, cosa possiamo offrire e dove vogliamo arrivare.

Ecco dunque che possiamo sostenere che l’abito fa il monaco.
O per lo meno fa quello che vogliamo apparire.