l’Antica promessa al Prof. Fattorello

Prof. Giuseppe Ragnetti“L’allievo rinnova la promessa fatta al maestro”

L’Istituto Fattorello continua la sua prestigiosa attività
grazie alla riconferma dell’antica promessa.

Udine – Gli studi e la passione di una vita scorrono lungo l’autostrada proprio come i km che sto percorrendo per raggiungere Udine, in un’insolita giornata di inizio autunno scandita da temperature ferragostiane. E’ lì che è cominciata la vita sociale, lo studio, la passione e anche, talvolta, le incomprensioni subite, di uno dei più geniali intellettuali italiani, Francesco Fattorello, ed è proprio lì che ritorno per rivedere e salutare la vedova del professore, la cara signora Cosima.

Dopo tanti anni, il centro di Udine appare immutato anche se ora molto più frenetico; aspetto di scorgere e di riconoscere l’antico palazzo ad angolo, costruito negli anni ‘trenta. La scalinata elicoidale che caratterizza l’ingresso è un esempio di prestigiosa architettura, insolita per il periodo storico in cui è stata costruita, ma fortemente voluta dalla famiglia Fattorello.

Su quelle scale mi accoglie Vittoria, amabilissima sorella di Cosima che dopo i convenevoli di rito, mi conduce nel salotto di casa, dove il tempo sembra essersi fermato. In un’atmosfera di raffinata eleganza, emozionato come un bambino, finalmente riabbraccio la signora Cosima. Qualche acciacco di troppo ma gli occhi sono ancora quelli, vivaci ed intensi, della ragazza intrepida di un tempo, che fu sempre al fianco del mio maestro, anche durante anni difficili e periodi storici drammaticamente inquieti. Insieme, lentamente, entriamo, poi, nello studio che fu del professore e i miei pensieri tornano prepotentemente all’uomo e allo studioso che, seduto su quella sedia davanti a quella scrivania, ha avuto intuizioni così profonde da rivoluzionare totalmente ogni impostazione teorica sull’Informazione e sulla Comunicazione.

L’interesse prioritario della signora è per l’Istituto “Francesco Fattorello” ed i ricordi si susseguono vividi e chiari. La sua gratitudine nei confronti dell’attività dell’Istituto è inconfutabile ed è dimostrata dalla gioia che traspare dagli occhi nell’ascoltare il racconto della mia attività didattica, anche universitaria, tutta concentrata sulla diffusione della teoria fattorelliana.

Per la signora Cosima, l’Istituto, intitolato al suo caro marito che, volle affidarmi la sua non facile eredità culturale, reincarna tutta la passione e la caparbietà di una vita dedicata allo studio, alla ricerca ed a fondamentali riflessioni, che fino all’ultimo il prof. Fattorello cercò di sostenere ed affermare pur non mancando momenti di grande difficoltà.

La signora Cosima ribadisce la sua riconoscenza e tutto il suo affetto nei confronti dell’Istituto, di tutti i docenti e di tutti gli studenti che si sono avvicinati al pensiero di Francesco Fattorello.

La signora Cosima mi consegna, infine, una lettera con la quale intende ribadire il patto di amicizia e fedeltà stipulato con il maestro e stringendomi la mano con l’energia di un tempo, ancora una volta, mi prega di “non lasciare morire il lavoro di tutta una vita”.

La via del ritorno verso Roma risulterà più leggera per la gioia dell’incontro ma certamente gravida di riflessioni e responsabilità.

Prof. Giuseppe RAGNETTI
direttore dell’Istituto Francesco Fattorello,
nel rispetto dell’antica promessa fatta al suo maestro