Intervista al prof. Ragnetti sull’opinione pubblica

GIUSEPPE RAGNETTI E L’OPINIONE PUBBLICA

Il professor Giuseppe Ragnetti ha gentilmente rilasciato un’intervista a Francesco Bergamo, direttore responsabile dell’Agenzia Informatore Economico-Sociale.

Giuseppe Ragnetti, ascoltatore parlante. Professore di Psicologia Sociale. Specializzato nelle discipline dell’Informazione e della Comunicazione. Ha raccolto l’eredità culturale e continua l’opera del suo maestro Francesco Fattorello, approfondendo lo studio della originale Teoria della Tecnica Sociale dell’Informazione che insegna nei contesti più diversi favorendone la conoscenza e la fruizione a tutti i livelli.

Dirige l’Istituto Francesco Fattorello in Roma, dando continuità scientifica e didattica alla prima Scuola italiana del settore, fondata nel 1947. E’ membro istituzionale di IAMCR-AIERI, organismo internazionale dell’UNESCO, fondato a Parigi nel 1957, con il compito di coordinare studi e ricerche sulla comunicazione in tutto il mondo. Docente alla Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno (SSAI) Roma.

Già docente al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e al Corso di Laurea specialistica in Editoria Media e Giornalismo dell’Università degli Studi Carlo Bo – Urbino.

Professore, lo scopo di questa intervista è quello di dare agli studiosi della pubblica opinione la possibilità di studiare la materia da una diversa visuale. Le farò otto domande.

Nel corso della sua vita privata e professionale si è mai posto la domanda da che cosa sia regolata l’opinione pubblica?

«Mi sono posto la domanda e mi sono dato la seguente risposta: l’uomo è animale sociale e, come tale, ha un bisogno fisiologico di un continuo confronto su tutto ciò che, in qualche modo, lo riguarda. E arriva al punto di opinare su tutto, purchè attraverso l’informazione e i suoi mille strumenti di diffusione (ivi compresi anche i rapporti interpersonali) sia venuto a contatto con il problema opinabile. Si tratta di un innato e naturale meccanismo mentale, al pari del respirare e del parlare.

Potremmo azzardare l’ipotesi che a regolare l’opinione pubblica sia soprattutto ciò che ci ha reso gli animali sociali che ora siamo, con le mille sfumature e diversità che ci caratterizzano e ci identificano. In sintesi, penso che sia la vita a regolare l’opinione pubblica prima a livello individuale e poi a livello dei gruppi sociali di dimensioni sempre maggiori fino ad arrivare al comune sentire di un intero paese o di una comunità in senso lato».

Quando, per la prima volta, ha preso coscienza dell’esistenza dell’opinione pubblica?

«Forse da sempre. O, perlomeno, da quando ho capito che qualcuno per convalidare le sue idee e, soprattutto, per raggiungere i suoi obiettivi, faceva largo uso di affermazioni quali la gente dice…….il Paese vuole….gli italiani ci chiedono…..l’opinione pubblica si interroga …etc. E, tanto per citare un esempio concreto, nella comunicazione politica il malvezzo di fare riferimento alla opinione pubblica rappresenta la più diffusa forma di disonestà intellettuale.

Si parla di un fenomeno e si fa continuo riferimento allo stesso, senza avere la minima conoscenza del fenomeno stesso, della sua struttura e dei meccanismi evolutivi che presiedono al suo manifestarsi».

Il suo approccio al tema in questione è frutto di studio oppure è dettato dall’istinto e dall’esperienza personale?

«Senza dubbio da un istintivo interesse personale che mi ha spinto a studiare il fenomeno e a tentare di capire le sue componenti e le sue dinamiche, anche attraverso la pluriennale esperienza didattica di Scienze dell’Opinione. A proposito di studio, sono il fortunato possessore di un volume del 1943. E’ in lingua francese: Theorie des opinionsà di Jean Stoetzel, uno dei massimi studiosi del fenomeno dell’opinione pubblica.

Il mio maestro Francesco Fattorello si è confrontato con lui condividendone appieno la sua impostazione teorica. Personalmente ho trovato in questo autore molte risposte che cercavo e ritengo fondamentale per tutti gli studiosi e per gli addetti ai lavori, la conoscenza della sua impostazione scientifica.

Il suo approccio prettamente sociologico ci aiuta a capire l’individuo all”interno dei gruppi sociali e la sua acculturazione, che ha generato le sue attitudini sociali, ci spiega come possa nascere un’opinione condivisa e quindi una pubblica opinione».

Che metodi usa per rilevare la pubblica opinione?

«Il metodo più comune è quello delle ben note indagini demoscopiche che presentano accanto alla loro breve validità temporale, un limite ben più grave e, tuttavia, costantemente ignorato, e cioè il non tener conto dei diversi contesti in cui si effettuano le rilevazioni.

L’unica garanzia offerta è quella dell’attendibilità del campione, in quanto qualitativamente e quantitativamente rappresentativo dell’ universo da indagare. Non si può pensare che un ragazzo possa fornire la stessa risposta ad esempio sull’argomento sesso, se interrogato fuori della scuola, nel gruppo ristretto degli amici maschi, in aula con il prof presente, o magari in famiglia.

E, invece, tutti i guru televisivi dei sondaggi quando va bene ci indicano l’ampiezza del campione e la sua distribuzione territoriale (nord, centro, sud e isole maggiori) o la sua dichiarata(!!??) appartenenza politica (centro, centrosinistra, centrodestra). E allora non posso, sommessamente, non ricordare a questi grandi esperti che non basta essere laureati in Scienze statistiche (quando lo sono) per poter conoscere e rappresentare correttamente un fenomeno di tale complessità .

Personalmente applico un metodo molto diretto , semplice ed efficace, per farmi un’idea dell’aria che tira e, quindi, capire qual’è l’opinione condivisa dai più su un determinato problema contingente. Si tratta di ascoltare le persone nei contesti più diversi ( la fila alla cassa del supermercato, il viaggio in treno Roma-Milano, la sala d’attesa dello studio medico, le ore sotto l’ombrellone, lo spostamento in taxi, la serata conviviale….) non dimenticando, ovviamente, l’importanza dei diversi contesti».

Il suo metodo personale per creare un’opinione pubblica a lei favorevole: in che cosa consiste e di quali strumenti si avvale?

«Il mio metodo consiste nell’essere credibile perchè io credo in quel che dico e faccio, enfatizzando di volta in volta gli aspetti della mia personalità che possono essere di maggior interesse per chi mi ascolta. Ricordate il Presidente Pertini? anch’io ho fatto la resistenza…. anch’io ho fatto il muratore…..anch’io anch’io sono stato in galera….e, incredibile ma vero, anch’io sono stato bambino !!! detto agli scolari in visita al Quirinale!

Il mio metodo è un segreto di Pulcinella tuttavia ignorato dai più: per creare un’opinione pubblica a me favorevole non è importante ciò che per me è importante, ma è di fondamentale importanza ciò che è importante per i miei interlocutori. La posta in palio è altissima: si vince o si perde, si vende o non si vende e allora si lavora o non si lavora, si seduce o non si seduce etc etc…

Quando saranno passati un po’ d’anni e gli storici indagheranno a bocce ferme e con occhio sociologico il ventennio politico attuale, sarà chiaro comprendere il perchè dei successi o degli insuccessi dei vari schieramenti. Ho dimenticato di dire che la mamma della credibilità è la coerenza, mentre la figlia è l’affidabilità, qualità ormai sempre più rara e per questo sempre più apprezzata».

Trova differenza tra la formazione dell’opinione pubblica in Italia e all’estero?

«Penso proprio di sì: ma farei in primis una differenza sostanziale tra la vecchia Europa e la giovanissima America e poi tra i Paesi del nord Europa e quelli mediterranei.

Negli Stati Uniti, ad esempio, non è un problema dichiarare la propria appartenenza politica. In Italia rispondere ad un sondaggio sia pure in forma anonima, di votare in un certo modo, non ci offre nessuna garanzia che poi il voto reale sia coerente con quanto dichiarato.

E questo perchè? Perchè siamo persone ancora con un minimo di autonomia di scelta e non vorremmo essere incasellati in nessun modo. Non tutti e non sempre ci si riesce ma quando è possibile ci piace pensare di poterlo fare! E allora proverò il piacere di una decisione autonoma e sarà una gratificante trasgressione il fare di testa mia.

Per questo non dovremmo dimenticare mai la storia dei pifferi di montagna e non vendere mai a qualche credulone come oro colato indagini frettolose e superficiali senza la minima credibilità scientifica. E poi quel che funziona negli Stati Uniti non è detto che funzioni anche da noi».

Influenza di più il giornale, la televisione, la radio, internet o le relazioni e le amicizie con il passaparola?

«Qualche anno fa’ all’Università di Urbino proposi una Tesi di laurea dal titolo “Il modello turistico riminese: un fenomeno sociale tra dimensione umana e comunicazione”. Si trattò di un’analisi approfondita e documentata alla ricerca degli ingredienti principali del successo della Riviera romagnola.

I risultati? Nel capitolo conclusivo che affronta “Gli strumenti di promozione” si legge testualmente: “Se la televisione rende populari i luoghi dai quali trasmette, quello che fa scegliere, decidere, prenotare, però, il passaparola”!!!

E allora permettetemi di dubitare del presunto potere, più o meno occulto, dei mezzi di informazione di condizionare il pubblico. Basti pensare alla fine ingloriosa di regimi e dittatori che disponevano, in assoluto, di tutti i mezzi d’informazione.

Basti pensare alla perfetta organizzazione mediatica di cui dispone la Chiesa: i suoi messaggi trovano una risonanza ed una visibilità non comune su tutti i mezzi d’informazione.

Da duemila anni la Sala stampa vaticana emette lo stesso comunicato, puntualmente ripreso dai media di tutto il mondo: “Amatevi l’un l’altro, non fate la guerra” ma quel che, invece, accade nel mondo è, purtroppo, di triste attualità.

I mezzi di informazione certamente agiscono sulle opinioni (siamo tutti contro la guerra!) ma non sono in grado di condizionare i comportamenti degli uomini: sono altri i motivi, alcuni noti altri meno, che stanno alla base delle nostre azioni».
Nei Paesi democratici il governo influenza l’opinione pubblica?

«I governi, anche democratici, attraverso l’intero sistema dell’informazione e della comunicazione, tendono sempre ad influenzare l’opinione pubblica, ma non è detto che ci riescano. E spesso i risultati non sono quelli attesi!

A costo di ripetermi debbo ribadire la complessità del fenomeno opinione pubblica è fatto di mille sfaccettature perchè di mille sfaccettature è fatta la mente umana. Non sempre risulta facile comprenderne i meccanismi ed influenzarli, così come illustri personaggi di scuola americana vorrebbero far credere.

Basterà leggere l’ultimo manuale del perfetto persuasore et voilà nessuno potrà resisterti e l’opinione individuale prima e collettiva poi, ti seguiranno tranquillamente, felici di poterti dire: Son come tu mi vuoi!….. Ipse dixit!».

Professore, grazie.

In breve i risultati del blog ottenuti nel 2012

Statistiche di WordPress.com nel rapporto annuale 2012 per questo blog.

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Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 5.300 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 9 years to get that many views.

600 persone ha raggiunto la cima del monte. Everest nel 2012. Questo blog ottenuto circa 5,300 visite nel 2012. Se ogni persona che ha raggiunto la cima del monte. Everest visto questo blog, ci sarebbero voluti 9 anni per ottenere i pareri che molti.

Clicca qui per visulizzare il Report completo

Da Palermo con amore

Ringraziamo Giorgia Butera per il suo validissimo contributo alla conoscenza e diffusione della nostra Tecnica Sociale dell’Informazione.

Giorgia non ha dimenticato la sua formazione al Fattorello e ben volentieri riconosce che i suoi successi professionali nel campo dell’informazione e della comunicazione, sono dovuti anche all’applicazione concreta della nostra impostazione teorica. Siamo grati a Giorgia e le auguriamo ogni successo possibile  nel lavoro da lei svolto con tanta passione, competenza e creatività.

Prof. Giuseppe Ragnetti, direttore dell’Istituto Fattorello.

Pubblicato in data 25/set/2012 da

Ancora oggi molti “teorici della comunicazione” insistono sul fatto che le persone, definite target, assorbono in maniera passiva e in toto, i dettami dello strapotere mediatico. La Teoria della Tecnica Sociale di Francesco Fattorello, nata nel 1947/48 è l’unica Teoria italiana sull’informazione e sulla comunicazione, formulata su rigorose basi scientifiche.

Gli attori del processo comunicativo sono “soggetti” entrambi dotati di facoltà opinanti e, quindi, di pari dignità. Non c’è un tiratore scelto che colpisce un bersaglio -target- ma vi sono due soggetti attivi che reagiscono ai numerosi stimoli ricevuti, sula base delle proprie facoltà opinanti e delle proprie attitudini sociali prodotte dalle diverse e determinanti acculturazioni.

E’ una costruzione, quindi, metodologica profondamente radicata nella tradizione culturale europea proprio perché si basa sul presupposto che non possa esistere una impostazione teorica sulla comunicazione sempre valida ed applicabile a qualunque recettore ma che, una metodologia sui processi di interazione tra chi promuove e chi riceve la comunicazione, debba necessariamente essere tarata sul recettore, in antitesi all’approccio anglosassone, dove si parlava di persuasione occulta dell’informazione.

In Italia, esiste l’Istituto Francesco Fattorello, si trova a Roma ed il direttore, è il Professore Giuseppe Ragnetti. La Tecnica Sociale fattorelliana viene diffusa attraverso Corsi di formazione nei contesti più diversi e in quelli istituzionali regolarmente attivati ormai da 65 anni, su tutto il territorio nazionale.

Filmmaker: Fabio Barberi.

Prova di abilità

A tutti coloro, che individueranno a chi assomiglia il soggetto della foto sottostante, verranno accreditati  un milione di punti,  da utilizzare il prossimo anno per le famose merende al Fattorello.

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Forza, impegnatevi e fateci sapere!

LA DIREZIONE

Tecniche Relazionali e Comunicative

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Seminario Intensivo

“TECNICHE RELAZIONALI E COMUNICATIVE”

Santa Marinella 15-16-17 giugno 2012

Il prof. Giuseppe Ragnetti, Direttore dell’Istituto, ha incontrato, anche quest’anno, i “ragazzi” del “Fattorello” a Santa Marinella.

La casa per ferie Mater Gratiae li ha ospitati in una magnifica cornice di piante e fiori, in riva ad un mare azzurro intenso ed incredibilmente calmo nei tre giorni di permanenza: era difficile resistere e qualcuno si è buttato in acqua per un bagno ristoratore.

Nelle tre giornate dell’incontro il Seminario ha approfondito le diverse componenti della comunicazione ed ha alternato l’aula con momenti di relax e prove all’aperto, corroborati da una gradevole brezza marina.

Venerdì 15 giugno serata fuori programma, con la partecipazione ad uno spettacolo d’eccezione.

Il 12° festival della giovane cultura russa in Italia, ha accolto i fattorelliani in piazza Trento a Santa Marinella per una graditissima serata di musica, canto e danze tipiche del folclore russo.

Dobbiamo ringraziare per l’invito la dott.ssa Alessandra Romano che ha curato l’organizzazione del festival, consentendoci di partecipare all’importante avvenimento culturale.

Le tre giornate sono volate e il momento dei saluti è arrivato troppo presto: tutti hanno espresso il desiderio di replicare appena possibile.

 

Nel ricordo di Simonetta Dominijanni

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Vogliamo ricordarla così, solare e sorridente al mio matrimonio nonostante la sua malattia.

Ciao Simonetta da Federico e tutti i Fattorelliani.

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Ieri mattina siamo stati al Santuario del Divino Amore al funerale di Simonetta.

Siamo sicuri che Simonetta non avrebbe voluto il nostro pianto, ma non siamo riusciti a trattenere le lacrime; tutti senza parole, sgomenti ed increduli quasi a negare la realtà di quella bara coperta di fiori.

Simonetta era arrivata al Fattorello nel 2009, portando tra noi una carica incontenibile di simpatia, di positività, di intelligenza sempre creativa e di tanta , tanta gioia.

Ieri mattina, tutti noi, non ricordavamo un solo momento in cui Simonetta non fosse sorridente e sempre pronta ad incoraggiare tutti nelle situazioni difficili.
Dopo la conclusione del Corso, non ci siamo persi di vista, anzi, ogni occasione d’incontro la vedeva sempre presente, fiduciosa ed ottimista, dando serenità a tutto l’ambiente.

Nelle lunghe telefonate che avevamo, quando ormai la malattia aveva iniziato il suo inarrestabile percorso distruttivo, Simonetta chiedeva a noi di stare tranquilli, perché lei era determinata a sconfiggere il male e tornare a godere appieno del regalo che la vita le aveva concesso con l’arrivo del piccolo Mainor. Ora anche lei era finalmente mamma! E che mamma, che amore totale, che saggia dedizione!

Simonetta ,senza volerlo, ci hai dato tanto ed è stato bello averti avuto con noi.

Ora i tuoi “compagni di corso” e tutti gli amici del Fattorello, si stringono con tanto affetto a tuo marito Paolo, alla tua mamma Anna, al tuo piccolo dolcissimo Mainor e a tutti quelli che come noi ti hanno voluto bene.

Un’ultima cosa vogliamo dirti Simonetta: sarà impossibile dimenticarti e siamo certi che ogni volta che parleremo di te tu ci ripagherai con il tuo splendido sorriso.

Ciao Simonetta e grazie di tutto!

Auguri ai Fattorelliani DOC – 2012

Il Prof. Ragnetti e docenti, estendono a tutti voi i migliori

AUGURI di BUONE FESTE.

Avviso ai Fattorelliani DOC – 2011

Bentornati a tutti ad una serena vita post-feriale!

Anche se ci vorrà tempo per recuperare appieno ed eliminare lo ”stress delle vacanze”, dobbiamo tuttavia essere operativi ed onorare i nostri impegni.

Il prof Ragnetti ha accolto di buon grado la vs proposta di effettuare un modulo di “formazione intensiva”. E allora il prof sarà a Santa Marinella dal pomeriggio di venerdì 23 fino alla sera di domenica 25 settembre, per affrontare interessanti argomenti di studio e di riflessione e condividere il piacere di stare insieme.

Vi preghiamo di segnalarci con la massima urgenza la vostra disponibilità e, se necessario, di richiederci qualsiasi chiarimento.

La partecipazione all’incontro è a titolo completamente gratuito, mentre sono a carico dei partecipanti le modeste spese di soggiorno presso la Casa per ferie Mater Gratiae

In attesa delle vostre risposte, un caro saluto a tutti voi ed un arrivederci a presto!

Il Fattorello informa

AVVISO AI NAVIGANTI……

Attenzione! Lunedì 17 gennaio ore 18.00-21.00

Ultimo incontro al Fattorello per gli iscritti dell’anno 2010

Definiremo ed illustreremo modalità e contenuti dei lavori da presentare e discutere in sede d’esame per il conseguimento dell’attestato finale.

Si raccomanda presenza e puntualità .

Dal prof. Ragnetti cari saluti a tutti ed un forte incitamento a continuare con grinta e determinazione il percorso intrapreso.

Cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile”

Il Corto “Piccole cose di valore non quantificabile”

di Paolo Genovese e Luca Miniero, 9min, 2002

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Trama del film PICCOLE COSE DI VALORE NON QUANTIFICABILE:

Una notte, in una stazione dei carabinieri, un brigadiere raccoglie l’insolita denuncia di una ragazza a cui hanno rubato i sogni.
REGIA: Paolo Genovese, Luca Miniero
SCENEGGIATURA: Fabrizia Sacchi, Gianni Ferreri
ATTORI: Gianni Ferreri, Fabrizia Sacchi Ruoli ed Interpreti
FOTOGRAFIA: Arnaldo Catinari
MONTAGGIO: Paola Freddi
MUSICHE: Francesco Lanzillotta
PRODUZIONE: ZEBRA PRODUCTION
DISTRIBUZIONE: EMME PER PABLO
PAESE: Italia 1999
GENERE: Cortometraggio
DURATA: 10 Min
FORMATO: Colore 35 MM

Vale la pena vederlo…

 

La tesina di ELENA MONTI… “Piccole cose di valore non quantificabile”