“L’allievo rinnova la
promessa fatta al maestro”
L’Istituto Fattorello continua
la sua prestigiosa attività
grazie alla riconferma
dell’antica promessa.
Udine - Gli studi e la
passione di una vita scorrono lungo
l’autostrada proprio come i km che sto percorrendo
per raggiungere Udine, in un’insolita giornata di
inizio autunno scandita da temperature ferragostiane.
E’ lì che è cominciata la vita sociale,
lo studio, la passione e anche, talvolta, le incomprensioni
subite, di uno dei più geniali intellettuali
italiani, Francesco Fattorello, ed è proprio
lì che ritorno per rivedere e salutare la vedova del
professore, la cara signora Cosima.
Dopo tanti anni, il centro di Udine
appare immutato anche se ora molto più frenetico;
aspetto di scorgere e di riconoscere l’antico palazzo
ad angolo, costruito negli anni ‘trenta. La scalinata
elicoidale che caratterizza l’ingresso è un
esempio di prestigiosa architettura, insolita per il
periodo storico in cui è stata costruita, ma
fortemente voluta dalla famiglia Fattorello.
Su quelle scale mi accoglie Vittoria,
amabilissima sorella di Cosima che dopo i convenevoli di
rito, mi conduce nel salotto di casa, dove il tempo sembra
essersi fermato. In un’atmosfera di raffinata
eleganza, emozionato come un bambino, finalmente
riabbraccio la signora Cosima. Qualche acciacco di troppo
ma gli occhi sono ancora quelli, vivaci ed intensi, della
ragazza intrepida di un tempo, che fu sempre al fianco del
mio maestro, anche durante anni difficili e periodi storici
drammaticamente inquieti. Insieme, lentamente, entriamo,
poi, nello studio che fu del professore e i miei pensieri
tornano prepotentemente all’uomo e allo studioso che,
seduto su quella sedia davanti a quella scrivania, ha avuto
intuizioni così profonde da rivoluzionare totalmente
ogni impostazione teorica sull’Informazione e sulla
Comunicazione.
L’interesse prioritario della
signora è per l’Istituto “Francesco
Fattorello” ed i ricordi si susseguono vividi e
chiari. La sua gratitudine nei confronti
dell’attività dell’Istituto è
inconfutabile ed è dimostrata dalla gioia che
traspare dagli occhi nell’ascoltare il racconto della
mia attività didattica, anche universitaria, tutta
concentrata sulla diffusione della teoria fattorelliana.
Per la signora Cosima,
l’Istituto, intitolato al suo caro marito che, volle
affidarmi la sua non facile eredità culturale,
reincarna tutta la passione e la caparbietà di una
vita dedicata allo studio, alla ricerca ed a fondamentali
riflessioni, che fino all’ultimo il prof. Fattorello
cercò di sostenere ed affermare pur non mancando
momenti di grande difficoltà.
La signora Cosima ribadisce la sua
riconoscenza e tutto il suo affetto nei confronti
dell’Istituto, di tutti i docenti e di tutti gli
studenti che si sono avvicinati al pensiero di Francesco
Fattorello.
La signora Cosima mi consegna, infine,
una lettera con la quale intende ribadire il patto di
amicizia e fedeltà stipulato con il maestro e
stringendomi la mano con l’energia di un tempo,
ancora una volta, mi prega di “non lasciare morire il
lavoro di tutta una vita”.
La via del ritorno verso Roma
risulterà più leggera per la gioia
dell’incontro ma certamente gravida di riflessioni e
responsabilità.
Prof. Giuseppe RAGNETTI,
direttore dell’Istituto
Francesco Fattorello,
nel rispetto dell’antica
promessa fatta al suo maestro.