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“la tecnica sociale dell’informazione”
“La Tecnica Sociale”

Relazione del Prof. Francesco Fattorello
parte seconda

V
Ciò premesso, è evidente che il fenomeno dell’informazione si concreta nel rapporto fra due termini tramite un mezzo o strumento, strumento che serve a trasferire dall’uno all’altro un certo contenuto. Ma parlare di rapporto non pare sufficiente né appare sufficiente dire che il rapporto si concreta col trasferimento di un contenuto da un termine all’altro.
Che cosa è questo contenuto? Certamente il risultato di un processo di opinione da parte del soggetto promotore nel senso stoetzeliano della parola.
Chi informa opina su ciò che è oggetto di informazione e vi dà perciò una sua “forma”. Su di essa chi informa cerca di ottenere l’adesione di opinione del recettore.
L’avvenimento politico di oggi è da me, informatore, configurato in una certa maniera, in una certa forma, in un certo testo per il giornale cui lo affido per la diffusione, con lo scopo di cercare l’adesione di opinione dei lettori. Questa forma è una rappresentazione; e non rappresentazione di ciò di cui il soggetto informa, ma delle immagini della coscienza che l’uomo costruisce su di tutto ciò che è a lui esterno. La forma di cui discorriamo non è che una nuova immagine derivata dalla prima sulla base del processo di opinione e obiettivizzata in modo tale, da provocare l’adesione di opinioni del recettore, come dicemmo. E’ questo il processo per cui l’informatore perviene alla forma che immette come contenuto dei suoi processi di informazione.
L’analisi del contenuto vi dice: se vi è maggior suggestione alla violenza nei programmi televisivi indirizzati ai giovani o a quelli dedicati agli adulti; vi dice se la presentazione del divorzio è più convincente nei romanzi che nei film. Ma l’analisi del contenuto si fa a posteriori; non è il problema della “messa in forma” di un certo oggetto di informazione da affidare allo strumento prescelto.
La “forma” configurata secondo le intenzioni del soggetto promotore deve contenere quelle quantità di forza sociale che è atta a ottenere l’adesione di opinione del recettore. Simboli o messaggi espressi con parole, o stampati o filmati, o radiodiffusi, o telediffusi, traggono il loro effetto dalla quantità di forza sociale ad essi impresso.
Per raggiungere il suo scopo la forma immessa nei processi di informazione contingente cerca di incoraggiare, come diceva uno scrittore francese, “i sogni del recettore in pieno giorno”; mira più a ottenere una adesione contingente che a sollecitare la riflessione; si preoccupa di attingere alla maggiore possibile semplicità delle sue espressioni per poter interessare quanti più può dei suoi recettori ed esclude ogni aspetto troppo complesso o troppo specifico per essere accessibile ai più: tiene conto dell’accessibilità e dell’ampiezza di gruppi recettori ma soprattutto si propone di essere un fattore di conformità per il recettore secondo le intenzioni dei soggetti promotori.

VI
Io promotore cerco che il destinatario di quel processo che inserisco di bel nuovo nella complessità dei rapporti che si intrecciano nel tessuto sociale non solo aderisca alle mie opinioni, ma le prescelga su tutte le altre che per avventura pervenissero a lui sullo stesso oggetto. Nel promotore vi è sempre questo fine. Nulla di più presuntuoso dell’informazione senza uno scopo o dell’informazione con lo scopo dell’obiettività. Chi informa ha sempre o scopo di ottenere dal recettore l’adesione di opinione alle proprie informazioni a preferenza delle altre.
Chi informa sempre a suo modo anche quando si prefigge la più rigorosa obiettività. Infine noi che informiamo e coloro che da noi sono informati ambedue siamo soggetti opinanti e il fenomeno della informazione non è che un fenomeno di opinione nel senso stoetzeliano della parola.
Noi informiamo ed opiniamo. Noi siamo informati e opiniamo sulle informazioni che ci vengono date. Cosicché il risultato di un fenomeno di informazione è due volte soggettivo; prima per quell’opinare del soggetto promotore su ciò che è motivo di informazione, poi del recettore sulla opinione che gli viene proposta.
Lo strumento concreta il rapporto fra i due soggetti che ne sono i termini; ma per quanto i ritrovati della tecnica moderna siano meravigliosi non lo strumento si rende operante presso i recettori; operante è il contenuto, le “forme” configurate dai soggetti che informano. Esse possono avere una tale quantità di forza sociale da determinare positivi effetti che influiscono sulle facoltà neosociologiche e sul comportamento degli uomini.
Ciò si sottolinea in considerazione di una tendenza, oggi abbastanza comune, di attribuire agli strumenti della informazione facoltà che essi non hanno. E’ sempre l’uomo che mette in moto gli strumenti dell’informazione ed è il loro contenuto che rende operante il processo di cui essi sono tramite. E’ sempre l’uomo che prende l’iniziativa del nuovo rapporto; è sempre l’uomo che immette nel tessuto sociale le nuove forme delle opinioni. Cosicché si pone anche in questa sede, e segnatamente parlando di informazione contingente, dove manca la bilateralità, dove è fatale la disuguaglianza qualitativa e quantitativa fra promotori e recettori, l’eterno problema delle minoranze che guidano e delle masse che sono guidate.
Qualche scrittore solleva a questo proposito l’accusa di “dirigismo” ad una tecnica dell’informazione contingente così configurata; ma a torto perché questi sono fatalmente i termini della questione: l’informazione contingente è più che mai coercitiva entro quei limiti di spazio e di tempo nei quali si pone con la sua forza sociale.
Nessuno si può sottrarre agli effetti dell’informazione e non solo dell’informazione secondo interpretazione psicologica, per la quale l’individuo è il recettore del mondo esterno, ma dell’informazione come la intendiamo noi, operante tramite particolari processi di cui gli individui ne sono i soggetti promotori e recettori.

VII
Come vi è una tecnica industriale per operare sulle cose, così vi è una tecnica sociale per agire sulla opinione degli uomini: la tecnica sociale dell’informazione. E quale sia la sua importanza appare ovvio quando si ricordi che per quanto si possa affermare che l’uomo è sovrano con la sua superiorità di intelligenza e di volontà e che il comportamento dell’uomo è solo determinato dai bisogni e degli scopi, pure l’uomo non si può mai astrarre da quel gioco dei processi di informazione, nel senso da noi indicato, nei quali si identifica gran parte della dinamica sociale.
L’informazione in tale senso intesa è un fattore fondamentale della vita sociale: essa rappresenta nelle due categorie nelle quali l’abbiamo configurata, la dinamica della socializzazione e della cultura.
ISTITUTO “FRANCESCO FATTORELLO”
SCIENZE E METODOLOGIA DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
SCUOLA SUPERIORE - ROMA
“dal 1947, la Via Italiana alla Comunicazione”